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Conad e Miur lanciano: ”Insieme per la scuola” (coi Puffi). Idv:scandaloso

Comunicazioni

da latecnicadellascuola.it

di P.A.
10/04/2012
Dal 16 aprile al 9 giugno 2012 ai clienti di Conad, per festeggiare il 50 anni della sua nascita, sarà consegnata una bustina nella quale troveranno figurine e sticker dei Puffi ma soprattutto  un buono scuola che potranno portare al loro istituto che provvederà a raccoglierli per richiedere un premio.
La scuola, a questo punto, dopo averne raccolto un congruo numero, potrà richiedere un premio scelto tra attrezzature informatiche e supporti multimediali (stampanti, lavagne luminose, proiettori, schermi tv…) presenti in un apposito catalogo di Conad.
L’iniziativa è aperta a tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado, sia pubbliche che private. L’iscrizione non comporta alcun vincolo né per il docente né per la scuola. I premi potranno essere richiesti fino al 30 settembre 2012.
Le scuole si devono iscrivere al progetto ma, spiegano gli organizzatori, “ciò significa accedere all’opportunità di partecipare alla raccolta dei buoni, non necessariamente richiedere le attrezzature”  
Ci sarà anche un set lavagna multimediale e proiettore per il quale serviranno 19.800 buoni e che, come risulta dal sito dell’iniziativa, rappresenta il premio più prezioso.
Pierfelice Zazzera, capogruppo Idv in Commissione Cultura della Camera, di fronte a questo accordo tra Conad e Miur  tuona: “Questa iniziativa rappresenta una preoccupante deriva commerciale dell’offerta formativa. Domani finiremo che il prosciutto cotto servirà a finanziare i registri di classe e la mozzarella di bufala ad avere le lavagne. Una scuola vicina a un supermarket Conad sarà più fortunata di una scuola che questo privilegio non potrà avere. In questo modo si utilizzeranno le sponsorizzazioni e i finanziamenti privati per finanziare la didattica, che andranno a sostituire i finanziamenti pubblici”. E ancora, secondo Zazzera, si tratta dell’obiettivo «peraltro chiaro anche della legge Aprea, che a giorni sarà votata in Commissione Cultura. Finiremo insomma per organizzare gite scolastiche ai supermercati per ottenere qualche computer e qualche lavagna in più nelle classi. Io non so se il ministro si rende conto della gravità in cui versa la scuola italiana, ridotta a elemosinare o addirittura a partecipare a iniziative di dubbio gusto per finanziare l’attività formativa».
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  • Pubblicato 10/04/2012
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