da lastampa.it
TORINO
Qual è la scuola migliore? È una domanda che circola da sempre tra i genitori, i ragazzi, probabilmente anche tra i professori, che la scuola la costruiscono ogni giorno con il loro lavoro. La risposta è stata sempre affidata a criteri empirici: la tradizione, il passaparola, la moda del momento, la severità più o meno reale degli insegnanti. Eppure poter scegliere a ragion veduta quale scuola far frequentare ai figli, specie quando la decisione deve avvenire ad appena tredici anni, dovrebbe essere un diritto fondamentale delle famiglie.
Dall’anno scorso la Fondazione Agnelli ha cercato di trovare una via più scientifica alla comparazione tra gli istituti superiori del Piemonte. In particolare, si è scelto di guardare al futuro, valutando come le scuole assolvono uno dei loro compiti fondamentali: preparare agli studi universitari. Per ciascuna scuola è stata quindi calcolata la percentuale di allievi iscritti dopo il diploma in uno degli atenei piemontesi, la media dei loro voti d’esame alla fine del primo anno, la velocità con cui hanno affrontato il corso di studi. Un’analisi estesa a tre anni accademici (dal 2005-6 al 2007-8) che ha coinvolto 32 mila studenti.
Un esercizio statistico utile alle famiglie, ma anche ai responsabili della politica scolastica, chiamati a valutare la qualità del servizio, nonché alle stesse scuole, che osservando la classifica possono ottenere informazioni non facilmente reperibili sulla carriera universitaria degli ex allievi, ricalibrando se necessario la propria offerta formativa.
Le graduatorie elaborate dalla Fondazione Agnelli sono in realtà due. La prima, che pubblichiamo per esteso nelle pagine seguenti, fa entrare in gioco i diversi ingredienti in grado di influire sulle performance universitarie: dalla qualità delle scuole, al territorio, al livello socio-culturale delle famiglie. La seconda, di cui offriamo qui a sinistra l’estratto delle prime 20 posizioni, si basa esclusivamente su quello che è stato definito «effetto scuola»: al suo interno possono ricadere fattori come l’organizzazione scolastica, la qualità dell’offerta formativa e degli insegnanti, la capacità di orientamento. Dal confronto fra le due graduatorie le famiglie ricavano un’informazione più completa.
Scorrendo le 211 scuole prese in esame (sono stati esclusi gli istituti professionali, più orientati all’immediato inserimento lavorativo, e quelli con meno di 15 diplomati iscritti alle università piemontesi nei tre anni considerati) si trovano alcune sorprese. La prima è il risultato mediamente alto degli istituti tecnici, la seconda è la qualità delle scuole di provincia, i cui allievi hanno risultati universitari migliori rispetto ai loro colleghi di città. Scadenti, con rare eccezioni, le performance delle private: i «diplomifici» consentono di strappare il «pezzo di carta», ma alla prova universitaria dimostrano i loro limiti.
Classifica:
Le scuole migliori in Piemonte: come leggere la classifica
+ Effetto scuola: le prime venti (pdf)
+ La classifica in Piemonte (pdf 1)
+ La classifica in Piemonte (pdf 2)
Approfondimenti:














