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Risultati delle iscrizioni alle prime classi delle scuole superiori

Comunicazioni

di A.T. La Tecnica della Scuola, 25.3.2013

Dal Miur forniti i risultati delle iscrizioni per l’a.s. 2013/2014 (effettuate per la prima volta attraverso la procedura on line, sono state complessivamente 515.807): gli indirizzi con il maggiore incremento sono i licei scientifici con opzione scienze applicate, le specializzazioni informatiche e i tecnici; bene anche i percorsi linguistici.

Con un comunicato il Ministero dell’istruzione fa sapere che “le scelte degli studenti italiani che hanno presentato domanda di iscrizione alla scuola secondaria di II grado tracciano un quadro significativo delle prospettive e dei percorsi ritenuti più adeguati per affrontare, con successo, gli scenari futuri di un mondo del lavoro segnato dalla crisi economica. E, allo stesso tempo, la distribuzione regionale delle percentuali di scelta contribuisce ad evidenziare, considerate le aree di specializzazione regionali, lo stato di salute e le opportunità di sviluppo dei distretti produttivi e la solidità del legame tra l’istruzione e la vocazione economica dei territori”.

Sulle scelte degli studenti che si iscrivono al primo anno della scuola superiore, dalle rilevazioni eseguite come ogni anno dal Ufficio di statistica del Miur lo stesso Ministero ha realizzato “uno studio che mette in relazione le preferenze dei ragazzi con le caratteristiche del tessuto produttivo delle singole regioni. Incrociando, in particolare, le percentuali rilevate con gli ambiti settoriali e di specializzazione dei cluster tecnologici presenti o avviati di recente. L’obiettivo è fare delle statistiche e delle informazioni elaborate dal Miur uno strumento di lavoro non più limitato al settore dell’istruzione, ma utile anche per pianificare le scelte legate ai temi dell’occupazione e dello sviluppo economico del Paese. Nella consapevolezza della necessità di una stretta relazione tra il momento dell’istruzione e della formazione e quello dell’ingresso nel mondo del lavoro”.

Complessivamente, le iscrizioni alle prime classi della scuola secondaria di II° grado, effettuate per la prima volta attraverso la procedura on line, sono state 515.807. Facendo un confronto con l’anno scolastico 2012/2013 si osserva un aumento delle iscrizioni nei licei (+1,7%), una lieve crescita della scelta degli istituti tecnici (+0,4%) e un calo del 2% negli istituti professionali (anche se quest’ultimo dato deve tener conto dell’aumento che parallelamente si riscontra verso i percorsi di istruzione e formazione professionale organizzati da strutture regionali accreditate, specialmente in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Friuli Venezia Giulia; l’aumento degli iscritti alla formazione regionale è stimato rispetto allo scorso anno in una percentuale del 3,1%: non è un caso, del resto, che proprio nelle regioni in cui si registra l’aumento delle scelte in favore della formazione regionale emerge il calo degli iscritti negli istituti professionali).

Licei: maggiore incremento per lo scientifico opzione scienze applicate, in calo il classico

Il maggior contributo alla crescita del 1,7% delle iscrizioni ai percorsi liceali è fornito dalla scelte verso l’opzione “scienze applicate” dello scientifico. Se l’indirizzo tradizionale del liceo scientifico infatti resta la scelta più gettonata tra i licei (il 16,5%), ma in calo rispetto allo scorso anno dell’1,6%, è l’opzione “scienze applicate” che fa registrare l’aumento più significativo, passando dal 4,1% al 6,3%. In aumento anche le percentuali di scelta per il liceo linguistico che dal 7,2% dello scorso anno ha raggiunto quota 8,4%. Sembra avere meno “appeal” il liceo classico, che passa dal 6,6% del 2012 al 6,1%,

In totale, gli studenti iscritti ai diversi indirizzi liceali sono circa il 49%.

Istituti tecnici: aumentano le iscrizioni dello 0,4%

Gli istituti tecnici sono stati scelti dal 31,4% dei nuovi iscritti, in leggero aumento rispetto allo scorso anno. In particolare, il 12,8% dei ragazzi ha preferito il settore economico e il 18,6% il settore tecnologico. Per quanto riguarda gli indirizzi di studio specifici, in crescita quello del “turismo” del settore economico (3,6%), mentre nel settore tecnologico “Chimica, materiali e biotecnologie” ha un aumento di iscritti rispetto allo scorso anno del 2,2% e “Informatica – Telecomunicazioni” del 4,9%.

Istituti professionali: al Sud bene Enogastronomia, ospitalità alberghiera

Gli istituti professionali, hanno complessivamente raccolto il 19,6% delle preferenze degli studenti. Di questi, il 13,2% ha optato per il settore “Industria e Artigianato”, mentre il 4,9% il settore “Servizi”. L’indirizzo con la percentuale di scelta più alta è “Enogastronomia, ospitalità alberghiera” (9%): elevata soprattutto la percentuale degli studenti di alcune regioni del Sud, quali Campania, Puglia e Sicilia. Regioni in cui, peraltro, proprio per l’opzione verso l’indirizzo “Enogastronomia, ospitalità alberghiera”. il dato registrato dagli istituti professionali è in controtendenza rispetto alla percentuale nazionale. In Campania, ad esempio, dove i professionali raggiungono il 21,1%, questo indirizzo è stato scelto dal 12% degli studenti; in Puglia, con i professionali al 22,2%, l’indirizzo in questione ha raccolto il 9,7% delle preferenze; in Sicilia, dove complessivamente la scelta degli istituti professionali arriva al 21%, “Enogastronomia, ospitalità alberghiera” annovera un 12,3% di preferenze.

Ai dati sulle percentuali di scelta degli istituti professionali si possono aggiungere quelli sui percorsi di formazione professionale organizzati dalle regioni.

Scelte ed aree di specializzazione e i cluster tecnologici delle regioni italiane

Nel comunicato diffuso dal Miur si legge che “tra gli elementi di maggiore interesse che emergono dai dati a disposizione un’attenzione particolare va riservata alle percentuali di scelta per i singoli indirizzi di studio analizzati in relazione con gli ambiti settoriali, le aree di specializzazione e i cluster tecnologici presenti nelle regioni italiane”.

In tal senso, “considerate le specifiche caratteristiche di ogni singola regione”, il Ministero ha analizzato su base territoriale le percentuali di scelta dei ragazzi “per gli indirizzi di studio coerenti con gli ambiti di specializzazione e dei cluster tecnologici regionali. Ad esempio, in una regione come il Piemonte, che si distingue per la presenza di cluster tecnologici nel settore dell’Itc, sono state analizzate le percentuali di scelta degli studenti per indirizzi di studio quali il liceo scientifico (opzione “scienze applicate”), Elettronica ed Elettrotecnica e Informatica e Telecomunicazioni per gli istituti tecnici e Manutenzione e Assistenza Tecnica negli istituti professionali. In una regione, come ad esempio la Sardegna, che si distingue per la presenza di distretti, produttivi e della ricerca, nell’ambito dell’Agrifood sono stati presi in considerazione, invece, gli indirizzi Agraria, Agroalimentare e Agroindustria per gli istituti tecnici e Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale per gli istituti professionali”.

Il Miur si pone l’obiettivo di “capire quanto siano tra loro legate le specificità territoriali con le scelte degli studenti, la possibilità di creare o irrobustire filiere della formazione, della ricerca e delle attività produttive, e la capacità attrattiva per gli studenti dei cluster tecnologici presenti sul territorio”.

Dal Ministero si precisa che “In questo senso, le percentuali di maggiore coerenza tra scelte e caratteristiche territoriali si ravvisano nelle regioni specializzate in Ict/Tecnologie per Smart Communities: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Calabria. In alcune di queste, le percentuali di scelta per gli indirizzi più attinenti al settore di specializzazione superano la media nazionale del 16,6%, con punte del 19,5% in Veneto, del 19,7 in Piemonte e del 19,3% in Emilia Romagna. Percentuali meno consistenti, ma comunque positive, sono quelle del settore Chimica verde. In questo caso la media nazionale delle iscrizioni agli indirizzi scolastici coerenti con questa specializzazione è del 4,9%. Una percentuale superata abbondantemente in Umbria (7,5%), Emilia Romagna (7,2), Basilicata e Veneto (6,3%)”.

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  • Pubblicato 25/03/2013
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