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INCONTRO MINISTRO-SINDACATI, FEDELI NON SCOPRE LE CARTE: È SOLO L’INIZIO. MA IL TEMPO NON È MOLTO

POLITICA SCOLASTICA

di Alessandro Giuliani, LaTecnicadellascuola.it, 19.12.2016

Chi voleva sapere di che “pasta” è fatto il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, è probabilmente rimasto deluso.

Perché nel corso degli attesi incontri del 19 dicembre con i sindacati, il ministro dell’Istruzione non ha ancora espresso le sue intenzioni su cosa ha intenzione di fare.

E anche perché siamo solo all’inizio: da viale Trastevere hanno fatto sapere che gli incontri “aprono una fase di ascolto che proseguirà nelle prossime settimane coinvolgendo, fra gli altri, gli studenti, i rappresentanti della ricerca e delle università, le associazioni dei docenti”.

Per il momento, che probabilmente si protrarrà per tutto questo periodo che copre le festività natalizie e di inizio d’anno, Valeria Fedeli ha quindi deciso di mettersi alla finestra: da dove poter ascoltare quali sono le posizioni dei rappresentanti dei lavoratori.

“Per me essenziale incontrare e ascoltare i rappresentanti dei mondi di riferimento del nostro ministero”, ha ribadito il nuovo responsabile del Miur.

Il primo incontro – non coingiunto, ma bilaterale, quindi un sindacato alla volta – è avvenuto con i rappresentanti di Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda-Unams. Il ministro ha anche incontrato il Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale dei dirigenti e delle alte professionalità della scuola (Anp).

L’obiettivo dichiarato di Fedeli è quello di “poter non solo rispondere alle esigenze dettate dall’ordinaria e quotidiana amministrazione, ma anche tracciare la rotta e il lavoro dei prossimi mesi”.

“Dopo aver letto con attenzione i dossier che mi sono stati lasciati da chi mi ha preceduta è per me essenziale incontrare e ascoltare i rappresentanti dei mondi di riferimento del nostro Ministero per poter non solo rispondere alle esigenze dettate dall’ordinaria e quotidiana amministrazione, ma anche tracciare la rotta e il lavoro dei prossimi mesi”, ha detto ancora la Fedeli.

Come rivelato da Francesco Sinopoli, nuovo segretario generale della Flc-Cgil, il ministro avrebbe proposto “tre temi di discussione: il contratto sulla mobilità del personale docente e Ata della scuola; l’attuazione delle deleghe della Legge 107/15; l’emanazione dell’atto di indirizzo per l’avvio della trattativa contrattuale per il Comparto dell’Istruzione e Ricerca”.

Le tre tematiche sarebbero più che sufficienti per comprendere se il cambio di ministro ha portato anche delle novità sulla gestione della chiamata diretta e dei trasferimenti, dei nove decreti delegati da attuare nel 2017 e sugli aumenti di stipendio. Su questi temi, infatti, pesano non poco i vincoli della “Buona Scuola” e del Mef: se Fedeli, nel poco tempo a disposizione, vista la durata limitata dell’esecutivo di cui fa parte, dovesse riuscire ad aggirarne anche una parte, avrà compiuto un’impresa. In caso contrario, chi parlava di Governo “Renziloni” avrà avuto ragione.

Tags POLITICA SCOLASTICA, Speciale,

  • Pubblicato 20/12/2016
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