venerdì, 20 ottobre 2017 | Home | Contatti | Accedi

Concorso DS: quella ulteriore prova scritta inattesa

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI

da TuttoscuolA.com, 21.09.2017

Il Regolamento per il concorso DS pubblicato ieri conferma in massima parte quanto già contenuto nel testo predisposto a suo tempo dal Miur prima di acquisire i pareri del CSPI e del Consiglio di Stato.

Una sola integrazione, non da poco, è venuta a seguito di un invito, non vincolante, espresso dal Consiglio di Stato che nel parere del 22 giugno scorso aveva osservato “la Sezione esprime il parere che l’affidare la graduatoria generale di merito e l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica quasi totalmente a prove orali può minare le garanzie di imparzialità; e suggerisce pertanto di valutare l’opportunità di prevedere a tal fine anche una prova di carattere teorico-pratico, che per sua natura meglio si presta a garantire trasparenza di valutazione”.

Francamente lascia perplessi l’assunto che le prove orali possono minare l’imparzialità di giudizio. Potrebbe essere vero, ma allora tutti i concorsi pubblici dovrebbero essere assoggettati ad un’ulteriore prova di garanzia, tipo quella suggerita dal Consiglio di Stato.

L’invito del Consiglio di Stato è stato, purtroppo, recepito dal Miur nella stesura finale del Regolamento.

Pertanto, dopo la conclusione del tirocinio (quattro mesi) i candidati, per poter accedere al colloquio finale, dovranno sostenere una prova a carattere tecnico-pratico sulle materie oggetto dei moduli formativi. Se ammessi al colloquio finale, dovranno presentare una relazione scritta sulla attività svolta nel tirocinio.

Questa ulteriore procedura prolungherà maggiormente i tempi di conclusione del concorso DS vanificando l’obiettivo delle nomine entro il 2018-19.

Tags CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI, Speciale,

  • Pubblicato 23/09/2017
  • Segnala su


 

centro

 

 

 

 

 

   fgu_logo2b Gilda Unams