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PENSIONI, ECCO COSA CAMBIA PER I DOCENTI. UN CASO CONCRETO

PENSIONI

di Andrea Carlino, LaTecnicadellascuola.it, 25.10.2017

Si vive più a lungo e quindi si andrà in pensione più tardi, secondo quanto prevede la legge. Ieri l’Istat ha certificato che nel 2015 la speranza di vita a 65 anni è aumentata di 5 mesi rispetto al 2013.
Sulla base delle norme introdotte dal governo Berlusconi e poi corrette dal governo Monti, significa che quando ci sarà il prossimo aumento automatico delle età pensionabili alla speranza di vita, cioè dal primo gennaio 2019, queste dovranno salire di 5 mesi.
L’età per la pensione di vecchiaia, che oggi è di 66 anni e 7 mesi, arriverà quindi a 67 anni mentre gli anni di contributi necessari per la pensione anticipata, che oggi sono 42 e 10 mesi, saliranno a 43 anni e 3 mesi.

INFOGRAFICA (fonte Il Sole 24 Ore)

La legge prevede che, dopo la rilevazione Istat, il governo disponga l’adeguamento almeno un anno prima che esso entri in vigore, cioè entro il prossimo 31 dicembre.
Lo stabilizzatore automatico della spesa previdenziale è scattato già due volte in passato: nel 2013, quando l’età di pensionamento venne elevata di 3 mesi, e nel 2016, quando è salita di 4 mesi arrivando a 66 anni e 7 mesi per gli uomini (65 anni e 7 mesi per le dipendenti del settore privato).
L’impatto maggiore del futuro adeguamento del 2019 peserà proprio sulle lavoratrici private, che nel 2018 vedranno già un aumento di un anno secco del requisito di pensionamento con il previsto allineamento alla vecchiaia degli uomini a 66 anni e 7 mesi. Per le donne, rispetto al 2010, l’aumento dell’età di vecchiaia è di 7 anni.

INFOGRAFICA (fonte Italia Oggi)

UN CASO CONCRETO
Il Corriere della Sera presenta l’esempio sul calcolo della pensione di una docente.
Ecco quanto riportato dal quotidiano:
Letizia, insegnante di scuola media, lavora da 15 anni. E ha riscattato i 4 anni di laurea che ha appena finito di pagare a rate. La nostra insegnante è nata ad aprile del 1975, per cui potrà lasciare la cattedra a settembre del 2044, ottenendo la pensione di vecchiaia all’età di 69 anni e 3 mesi. Ma grazie anche al riscatto dell’università potrà avere la pensione anticipata qualche anno prima, a settembre 2040, al compimento del 65° anno di età, dopo aver accumulato 44 anni e 5 mesi di servizio. Con la soppressione della cosiddetta penalizzazione, che riduceva l’assegno Inps se percepito prima dei 62 anni di età, Letizia incasserà la pensione «piena». Ipotizzando un incremento reale del reddito e del Pil dell’1,5% (e un’inflazione del 2%), potrà ottenere una rendita di circa 14.500 euro, grosso modo 1.115 euro mensili.

Tags PENSIONI, Speciale,

  • Pubblicato 26/10/2017
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