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CONTRATTO: COME STANNO LE COSE, SECONDO LA GILDA

CONTRATTO

di Reginaldo Palermo, LaTecnicadellascuola.it, 03.12.2017

Con un post pubblicato poche ore fa sulla sua bacheca, il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, racconta come stanno le cose sul contratto scuola.

TRATTATIVA: COME PROCEDE?

“Sul web – dice Di Meglio – circolano notizie sui contenuti del contratto scuola e sulle nefandezze in esso contenute ed è quindi opportuno fare un po’ di chiarezza”.
Questi i fatti, secondo Di Meglio.
“Il tavolo del comparto Istruzione, Università e ricerca non è stato ancora neppure avviato. Ha avuto luogo una prima riunione limitata alla semplice esposizione dell’atto di indirizzo, peraltro del tutto generico. Le risorse: sono gli 85 euro medi, lordi pro-capite concordati l’anno scorso tra CGIL,CISL e UIL ed il governo, somme che diverranno disponibili con la legge finanziaria in corso di approvazione alle Camere”.
“Sono cifre bassissime – aggiunge Di Meglio – ma l’Aran non disporrà, salvo emendamenti dell’ultima ora, di altro e quindi sarà impossibile cavare sangue dalle pietre”.

PROBLEMI ANCHE SULLA PARTE NORMATIVA

Ma le cattive notizie non sono finite: “Sulla parte normativa non esiste ancora nulla e, ovviamente ci batteremo con tutte le nostre forze per evitare qualsiasi peggioramento e se possibile strappare miglioramenti”.
E allora, quali potrebbero essere gli sviluppi?
“L’ipotesi più realistica – sostiene il coordinatore della Gilda – è che si avvicinano le elezioni politiche ed il Governo preme per chiudere rapidamente, ritenendo che qualche centinaio di euro di arretrati possa ben disporre i pubblici dipendenti”.
“D’altronde – conclude Rino Di Meglio – l’unico contratto su cui si disponga di una bozza è quello delle ‘Funzioni centrali’ (ministeriali ed altri enti pubblici).
In sostanza di tratta per il 95% di copia ed incolla del precedente, senza modifiche.  In definitiva, la parte normativa è molto complessa, quindi si potrebbe profilare, per tutti i comparti, una specie di contratto solo economico, la conferma dello status quo e l’elargizione rapida del poco disponibile, con rinvio al futuro sul resto”.

CHIUDERE PRESTO E BENE RESTA UNA CHIMERA

Conclusione che coincide perfettamente con quanto da noi già preannunciato in articoli precedenti e che sembra smentire del tutto gli annunci del “chiudere presto e bene” lanciati già due mesi dai sindacati confederali.
Intanto sta emergendo un ulteriore, difficilissimo, problema da affrontare e da risolvere. L’accordo del 30 novembre 2016 prevede che le risorse contrattuali debbano essere utilizzate anche per sostenere le retribuzioni più basse: nella scuola questo significherebbe dare qualche aumento più alto ai collaboratori scolastici e più basso ai DSGA e ai professori di scuola superiore con molti anni di servizio.

RIEQUILIBRARE GLI STIPENDI: SINDACATI INDISPONIBILI?

Ma – secondo le notizie che stanno filtrando in questi giorni – i sindacati del comparto si sarebbero già dichiarati indisponibili per una operazione di questo genere e avrebbero intenzione di proporre aumenti uguali per tutti.
Non è chiaro però se l’ “uguale” si riferisce al valore assoluto dell’aumento o al valore percentuale: in questo secondo caso i DSGA potrebbero arrivare  anche a 110-120 euro (lordi) di aumento mentre i collaboratori scolastici non andrebbero molto al di là di 60-65 euro.
Insomma, la “coperta corta” metterà in difficoltà gli stessi sindacati che dovranno decidere in che modo distribuire gli aumenti.

Tags CONTRATTO, In primo Piano, Speciale,

  • Pubblicato 03/12/2017
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