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IN DIFESA DEI COLLEGHI

CONTRATTO

di Fabrizio Reberschegg,  Gilda degli insegnanti di Venezia, 19.04.2018

La Gilda ha firmato separatamente dai confederali e solo tecnicamente un brutto contratto per continuare a difendere le colleghe e i colleghi ai tavoli di trattativa

 

Dopo approfondite discussioni e analisi sulla situazione contrattuale gli organi nazionali della FGU-Gilda degli Insegnanti hanno deciso di procedere ad una firma tecnica del CCNL 2016-18. La mancata sottoscrizione del CCNL comporterebbe infatti l’esclusione della FGU-Gilda degli Insegnanti da tutti i tavoli di trattativa nazionali e regionali e impedirebbe alle strutture provinciali di affiancare il lavoro delle RSU nelle scuole. Si tratta di norme liberticide che la Corte Costituzionale ha bocciato nel settore privato, ma che sopravvivono nel settore pubblico con la connivenza dei sindacali confederali. La Confederazione CGS, in  cui la Gilda degli Insegnanti ha un peso predominante, ha già dato mandato ai suoi avvocati per impugnare tale normativa di fronte alla magistratura confidando di adire ad un giudizio della Corte Costituzionale che smantelli finalmente una situazione oggettivamente illiberale e antidemocratica.

Si tratta pertanto di una firma estorta che non modifica la posizione critica della FGU-Gilda degli Insegnanti circa alle modalità con le quali si è giunti alla firma e i contenuti del CCNL. In particolare appaiono vergognosi dopo 9 anni di blocco dei contratti gli aumenti stipendiali in media di 85 € lordi, frutto di uno scellerato accordo tra Sindacati Confederali e Confsal nel novembre 2016, aumenti che sono sostenuti in parte nelle fasce stipendiali più basse da quote di perequazione finanziate solo fino al 31 dicembre 2018 e quindi aleatorie.

Inaccettabile risulta ancora la mancata equiparazione dei diritti tra personale a tempo indeterminato e personale a tempo determinato, deludente è il fatto che gli stanziamenti della legge 107/15 per il bonus per il merito siano stati solo parzialmente ridotti a favore degli stipendi dei docenti e che rimangano ancora inalterate le poste per la carta del docente, l’alternanza scuola-lavoro, la formazione, ecc. Circa 700 milioni di euro che potevano essere utilizzati per veri aumenti stipendiali.

Preoccupa il fatto che il personale ATA abbia oggettivamente ottenuto aumenti stipendiali irrisori di fronte ad un peggioramento della parte normativa.

La trattativa è partita male e in grande ritardo senza consentire alle organizzazioni sindacali e in particolare alla FGU-Gilda degli Insegnanti di proporre veri cambiamenti nell’articolato predisposto dall’ARAN. Si è fatto tutto in fretta per consentire al governo di chiudere il contratto prima delle elezioni con evidenti finalità di sostegno alla campagna elettorale delle forze politiche che lo componevano.

Una brutta pagina nella storia delle relazioni sindacali nel settore della scuola.

La firma tecnica ci consente di continuare le nostre battaglie come associazione professionale e sindacato a partire dalle RSU elette nelle scuole, al tavolo sulle sanzioni disciplinari e sul codice di disciplina per i docenti, al tavolo sulla mobilità, ecc. Non deve essere interpretata come cedimento o sostegno all’ARAN e ai sindacati firmatari sostenitori dell’accordo.

Per questo abbiamo bisogno del sostegno di tutte le colleghe e di tutti i colleghi perché il prossimo contratto, che dovrebbe avere effetti dal 1 gennaio 2019, non si risolva nella solita presa in giro.

Tags CONTRATTO, Speciale,

  • Pubblicato 20/04/2018
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