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QUOTA 100

dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, aggiornato il 30.10.2018

 Tutte novità contenute nella manovra del governo –

30.10.2018

Quota 41 per tutti dal 2019. Di Maio conferma


29.10.2018

Pensioni anticipate 2018, ultimissime novità quota 100: finestre mobili dal 2019


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29.10.2018

Quota 100 già da quest’anno: ecco le finestre di uscita anticipata


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29.10.2018

Pensioni quota 100: ecco le 7 finestre per gli assegni di anzianità


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28.10.2018 

Pensioni alte: prelievi per 5 anni. Tagli anche ai sindacati Le schede


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28.10.2018

Pensioni quota 100, docenti e Ata via non prima di settembre 2020? Il pericolo c’è

 


28.10.2018

Riforma pensioni 2019, ultimissime novità su quota 100 e stop adv oggi 28/10


28.10.2018

Pensioni: la quota 100 e i requisiti per andare in pensione nella nuova manovra di governo


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28.10.2018

Pensioni quota 100 statali, possibili penalizzazioni. 5 anni per avere il TFR


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27.10.2018

Riforma pensioni. A che punto siamo con la Quota 100


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26.10.2018

Pensioni quota 100 statali, fuori da legge bilancio. Forse decreto ad hoc


Pensioni novità quota 100:

importo e requisiti da febbraio 2019 a febbraio 2019

20.10.2018

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Pensione quota 100: quanto si perde?

– Di quanto viene tagliata la pensione per chi decide di uscire dal lavoro in anticipo con la quota 100?

20.10.2018

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Quota 100, sarò penalizzato

rispetto alla pensione anticipata con riforma Fornero?

Pensione Quota 100 e pensione anticipata: Buongiorno, visto l’approvazione della quota cento con 38 anni di contributi e 62 di età anagrafica, volevo porgere una domanda e se è cosi cortese da farmi capire se posso accedere alla pensione.
La domanda è la seguente: il 18 agosto ho compiuto 64 anni di età, e ho versato contributi per 40 anni e 3 mesi raggiungendo quota oltre 104 potrò accedere alla pensione con questi contributi ad inizio 2019 e se sarò penalizzato non avendo effettuato 42 anni e 10 mesi relativi alla legge attuale. La ringrazio anticipatamente della risposta e invio cordiali saluti

I requisiti richiesti per la pensione Quota 100 sono 62 anni di età e 38 anni di contributi. La Quota 100 si configura come una pensione a Quota: quota 101 con 63 anni; Quota 102 con 64 anni, fino ad arrivare a Quota 107 per chi dovesse compiere 66 anni e ha maturato 41 anni di contributi versati.

Ai vincoli dei 62 anni e dei 38 anni di contributi, si aggiunge il paletto dei contributi figurativi, con un massimo ammesso di 2/3 anni di contribuzione.

Nel caso specifico, i contributi che eccedono i 38 anni, verranno comunque considerati nel calcolo dell’assegno pensionistico. Questo comporterà un assegno più alto rispetto a chi ha versato 38 anni di contributi.

Stando alle ultime novità, si andrebbe in pensione con la Quota 100 senza penalizzazioni, sarà calcolata con lo stesso metodo della pensione anticipata, ed esattamente:

  • calcolo retributivo dal 31 dicembre 2011, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo sino al 31 dicembre 1995, dopo con il calcolo contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Aderire alla quota 100 per i lavoratori dovrà essere una scelta e non un obbligo poichè dopo il 2019 resterà in vigore anche la pensione anticipata secondo le regole vigenti e quindi con 42 anni e 3 mesi di contributi per le donne e con 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini. Il Governo, aveva promesso di bloccare l’aumento dell’età pensonabile  legato all’adeguamento alla speranza di vita Istat di 5 mesi. In questo caso i requisti d’accesso, rimarranno quelle del 2018, i 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Differenze tra Quota 100 e pensione anticipata

Oltre alla differenza dei requisiti richiesti, la differenza sostanziale da considerare nella scelta, sono i contributi figurativi. Nella pensione anticipata sono considerati un massimo di 5 anni, mentre con la Quota 100 sono considerati un massimo di 2/3 anni.

Il sottosegretario al Lavoro, ha dichiarato che per la Quota 100, previste manovre di divieto di cumulo tra lavoro e pensione:

Non saranno previste penalizzazioni ma stiamo valutando se introdurre per uno o due anni il divieto di cumulo dell’assegno con qualunque tipologia di reddito da lavoro. Saranno consentite solo prestazioni occasionali nel limite di 5mila euro l’anno“.

Conclusione

La differenza, per lei tra pensione Quota 100 e pensione anticipata, consiste nell’anticipo nel 2019, di 2 anni e 10 mesi prima, che avranno un peso sull’assegno pensionistico esclusivamente per i due anni in più di contributi. Comunque appena la pensione Quota 100 sarà uffuciale, l’Inps sicuramente metterà a disposizone dei cittadini, la possibilità di effettuare il calcolo prima della domanda, in modo da poter sapere a quanto ammonta l’assegno pensionistico.


Pensione Quota 100, quanto si perde

20.10.2018

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Pensione quota 100: sarà senza penalizzazioni

La quota 100 si farà ma sarà senza penalizzazioni e chi vi accederà
potrà fruire di un assegno pensionistico senza decurtazioni.
19.10.2018

Pensioni e Quota 100: chi può andarci e chi no

Il perno della riforma del sistema previdenziale del governo Lega-M5s è senza dubbio l’uscita dal lavoro anticipata con minimo 62 anni di età e 38 di contributi.  Ma come funziona? A chi conviene? Ecco tutto quello che c’è da sapere

19.10.2018

Tra le misure su cui il governo gialloverde punta per superare la legge Fornero e riformare il sistema previdenziale spicca la cosiddetta ‘Quota 100’, oltre al taglio delle pensioni d’oro e la pensione di cittadinanza fino a 780 euro al mese. Tali misure, inserite nel disegno di legge della Legge di Bilancio che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre 2018, salvo cambiamenti nel testo, dovrebbero scattare il prossimo anno.

Cos’è la Quota 100

Ma come funziona la Quota 100? Chi può usufruirne e quando? Queste sono soltanto alcune delle principali domande che i contribuenti si pongono fin da quando questa novità previdenziale è stata nominata la prima volta. Ecco una guida completa per capire meglio come potrebbero cambiare le uscite dal lavoro nel prossimo futuro.

Quota 100, Opzione donna e pensioni d’oro: cosa cambia sul fronte previdenziale

La Quota 100 non è altro che un meccanismo che consente ai lavoratori di andare in pensione anticipatamente quando la somma dell’età anagrafica e quella degli anni di contributi versati equivale a 100. Il requisito minimo sono i 62 anni di età e di conseguenza i 38 anni di contributi, con quest’ultimo che rimane fermo anche per i contribuenti con età superiore. Per questo motivo, per i lavoratori con 63, 64, 65 e 66 anni si parlerà di Quota 101, 102, 103 e 104. Il discorso cambia per chi raggiunge i 67 anni, che potrà uscire dal lavoro con le vecchie regole, accumulando il requisito minimo di 20 anni di contributi.

Rischio assegni più bassi

Ma se da un lato lasciare il lavoro in anticipo può essere una bella notizia, esiste anche l’altra faccia della medaglia: le penalizzazioni. Il pensionamento anticipato può comportare assegni più ‘snelli‘ anche del 21-24%. Uno sconto che il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha quantificato in circa 500 euro in meno per i dipendenti pubblici. Invece, secondo alcune simulazioni riportate dal quotidiano Repubblica, un lavoratore che andrà in pensione a 62 anni con 38 di contributi, invece di prendere 1778 euro al mese, ne prenderà 1.442. Per questo motivo i lavoratori nati tra il 1953 e il 1957, che nel 2019 raggiungeranno un’età compresa tra i 62 e i 66 anni, dovranno pensare bene se scegliere la Quota 100 o continuare a lavorare: il taglio dell’assegno potrebbe variare dal 2% di chi esce con 42 anni di contributi ad un massimo del 20% per chi va in pensione con il requisito contributivo minimo.

Le quattro finestre

Un’altra novità riguardante la Quota 100 è quella delle finestre d’uscita. Infatti, se la riforma venisse approvata definitivamente, non si potrà andare in pensione in qualsiasi momento, ma soltanto nelle quattro finestre che si ‘apriranno’ ogni tre mesi. Facendo un rapido calcolo, chi raggiungerà i requisiti per l’uscita dal lavoro nel mese di marzo 2019 potrà andarci ad aprile. Quelle successive saranno a luglio e ottobre 2019, e gennaio 2020. Di Maio e Salvini hanno parlato di “Quota 100 da febbraio”, ma in attesa di il testo completo della riforma si suppone che i due vicepremier abbiano fatto riferimento alla possibilità di presentare domanda per l’uscita anticipata a partire da febbraio 2019.

Pensioni, ecco le nuove regole: chi può lasciare il lavoro nel 2019

Divieto di cumulo

I lavoratori che nel 2019 potranno beneficiare della Quota 100 sono circa 380mila, di cui 150mila nella Pubblica Amministrazione. Va ricordato che l’uscita anticipata dal lavoro con questa misura non sarebbe obbligatoria, ma a scelta del contribuente. Ogni persona sarà libera di continuare a lavorare per aumentare gli anni di contributi ed evitare un’assegno previdenziale più basso, o scegliere di andare in pensione, magari perché a rischio esubero in un’azienda in crisi o perché risulta particolarmente conveniente in quel momento. Quello che sarà vietato ai lavoratori che decideranno di andare in pensione con la Quota 100 sarà però il cumulo dei redditi da lavoro con quelli previdenziali.

Ape sociale e Opzione Donna

Come alternative alla Quota 100, la proposta di legge prevede la proroga dell’Ape sociale e dell’Opzione Donna. Quest’ultima misura permette alle donne di lasciare il lavoro a 58-59 anni con 35 anni di contributi, ma con un taglio del 20% della pensione per effetto del calcolo interamente contributivo dell’assegno. In attesa del documento ufficiale, resta da chiarire se tale età tiene conto degli incrementi dell’aspettativa di vita e della decorrenza che è stata tenuta in considerazione fino ad oggi. Ricordiamo inoltre che si può usufruirne del pensionamento anticipato soltanto accettando esclusivamente il sistema di calcolo contributivo.

Quota 100 e le sue “sorelle”: quanto ci costano le nuove pensioni

Uscita in anticipo rispetto alla Fornero

Il superamento della legge Fornero era uno dei punti chiave del programma di governo Lega-M5s, che con la Quota 100 intendono abrogare il meccanismo dalla legge approvata durante il Governo Monti. Così facendo i lavoratori potranno andare in pensione fino a cinque anni prima di quanto avrebbero potuto fare con la precedente norma.


Pensioni Quota 100: 4 finestre di uscita con 4 opzioni

Pensioni QUOTA 100 parte a febbraio 2019. Opzione donna proroga.

19.10.2018

Pensioni, l’ho detto per tanti anni, finalmente posso farlo: la legge infame la stiamo abbattendo. Con quota 100 dal 2019 restituiremo a 400mila italiani il loro tempo e i loro affetti. Non riusciamo a fare tutto e subito, ma il nostro obiettivo e’ sempre quello: il diritto alla pensione e alla vita e’ sacrosanto! Dalle parole ai fatti. #StopFornero“. Lo scrive su facebook Matteo Salvini, ministro dell’Interno.

Pensioni Quota 100: 4 finestre di uscita e 4 opzioni. Ecco quali

Pensioni: arriva quota 100 per consentire il pensionamento anticipato con 62 anni di eta’ e 38 di contributi. Le finestre di uscita di quota 100 saranno quattro.  Il requisito dei 38 anni di versamenti resta fermo nel caso si abbiano età superiori. Quindi a 63, 64, 65 e 66 anni d’età la quota diventa rispettivamente 101 (63+38), 102, 103 e 104. La misura costa circa 6,7 miliardi. A 67 anni si potrà continuare a uscire secondo le regole della pensione di vecchiaia, cioè avendo almeno 20 anni di contributi. Quota 100 avrà quattro finestre annuali, una ogni tre mesi. Chi avrà i requisiti entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà l’assegno a luglio, e così via. Quota 100 partirà a febbraio, hanno fatto sapere i rappresentanti del Governo Lega-M5S. 

PENSIONI, PROROGA OPZIONE DONNA

Sempre in tema di pensioni per le donne si proroga ‘Opzione Donna’, che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione.

PENSIONI, TAGLIO PENSIONI D’ORO SOPRA 4.500 EURO

Taglio sulle pensioni d’oro sopra i 4.500 euro netti mensili. Dalla stretta sugli assegni piu’ elevati il governo punta a risparmiare un miliardo in tre anni.


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Quota 100 e Riforma pensioni/ Nella manovra finestre anche per quelle anticipate

La manovra 2019, in tema di riforma delle pensioni, ha previsto delle finestre trimestrali non solo per Quota 100, ma a quanto pare anche per le anticipate

19.10.2018

FINESTRE ANCHE PER LE PENSIONI ANTICIPATE

Insieme a Quota 100, una novità della manovra 2019 in tema di riforma delle pensioni riguarda il ritorno delle finestre mobili per l’accesso alla pensione. Enrico Marro, sul Corriere della Sera, spiega che quindi che quanti raggiungeranno i requisiti per accedere alla Quota 100 “entro il 31 marzo riceveranno la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà invece l’assegno a luglio, e così via”. Sembra che comunque la domanda di pensionamento non si potrà presentare prima di febbraio, tenendo conto sia dei tempi di approvazione della Legge di bilancio in Parlamento (che potrebbe arrivare e dicembre) che della necessaria circolare Inps che dovrà seguirne. Secondo quanto scrive il quotidiano milanese, il meccanismo delle finestre trimestrali potrebbe riguardare anche le pensioni anticipate cui si avrà diritto una volta raggiunta un’anzianità contributiva di almeno 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne) indipendentemente dall’età. Sempre che venga approvato il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita.

BOERI STRONCA QUOTA 100

Da Tito Boeri arrivano delle nuove stime sul costo di Quota 100 e delle altre misure di riforma delle pensioni inserite nella manovra 2019. Il Presidente dell’Inps, parlando in audizione alla commissione Lavoro della Camera, ha infatti detto che “il conto per lo Stato è di 7 miliardi il primo anno, poi 11,5 miliardi nel 2020, 17 miliardi nel 2021 e nei primi dieci anni i costi di questa misura sarebbero di circa 140 miliardi”. Secondo quanto riporta il sito di Repubblica, Boeri ha anche spiegato che le stime dell’Inps “dicono che fino al 2046 il deficit previdenziale aggiuntivo arriverà intorno a 400 miliardi, successivamente si cominceranno ad avere dei risparmi – insufficienti a colmare il distacco generato all’inizio – con impatto sul debito implicito complessivo di 117 miliardi di euro”. Dal suo punto di vista, poi, è negativo il fatto che il Governo abbia deciso di non legare i requisiti per accedere a Quota 100 all’aspettativa di vita. Questo “significa lasciare costi importanti sulle generazioni future”, ha aggiunto.

IL PROBLEMA APERTO DEGLI ESODATI

La manovra 2019 ha previsto la Quota 100 e altri interventi in tema di riforma delle pensioni, come la proroga di Opzione donna, ma non c’è nulla che riguardi gli esodati che sono rimasti esclusi dalle otto salvaguardie che sono state approvate dal 2012. “Gli esodati, le esodate sono stati privati del lavoro mediamente da sette anni in fase previgente pensione antefornero e sono la falla/errore/vergogna Fornero più grossa più grave la prima he doveva essere definita e risolta da questo nuovo Governo ma che inspiegabilmente non ha ancora fatto”, evidenzia Elide Alboni in un post sulla pagina Facebook del Comitato esodati licenziati e cessati. Un post in cui si ricorda che Quota 100 e la proroga di Opzione donna “sono soluzioni per chi ha contribuzioni (35/38anni) precise e raggiunte perché favoriti/e dalla sicurezza del lavoro”, cosa che non riguarda purtroppo i circa 6.000 esodati ancora privi di salvaguardia. Alboni scrive comunque di essere fiduciosa per l’incontro che ci sarà con il ministro Di Maio per trovare una soluzione su questo tema.

QUOTA 100, I DUBBI SULL’OCCUPAZIONE GIOVANILE

“In Italia si fa fatica a trovare personale esperto ma soprattutto, per definizione, il personale qualificato è quello con più anni di esperienza. Quindi favorire il pensionamento anticipato farà uscire dalle imprese, soprattutto in questo settore, persone qualificate e forse sì, più lente di quando erano giovani, ma comunque molto esperte che le imprese avranno difficoltà a sostituire”. È quanto mette in evidenza Marco Accornero, Segretario generale dell’Unione artigiani di Milano e Monza Brianza, intervistato dal Corriere della Sera, il quale aggiunge che “per diventare esperti ci vogliono anni. E i pochi specializzati che ci sono sul mercato, le aziende se li contendono uno con l’altra”. Dunque la riforma delle pensioni con Quota 100 rischia di generare in alcuni settori un effetto non positivo per l’occupazione giovanile: “Molti rinunceranno a prendere il giovane inesperto e senza una formazione specifica”, spiega Accornero.

QUOTA 100, LE OBIEZIONI DI COTTARELLI E FORNERO

L’ultima puntata della trasmissione diMartedì ha affrontato le novità previste dalla manovra 2019, tra cui la riforma delle pensioni tramite Quota 100. Ospiti del dibattito condotto da Giovanni Floris sono stati anche Carlo Cottarelli ed Elsa Fornero. Il Direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica ha fatto notare che di per sé non c’è nulla di male nel voler effettuare dei cambiamenti al sistema pensionistico attuale, consentendo l’ingresso anticipato alla quiescenza ad alcuni lavoratori. Il punto è che se questo intervento è strutturale non dovrebbe essere finanziato in deficit, come invece è mediante la Legge di bilancio. L’ex ministra del Lavoro, invece, ha tenuto a evidenziare che dato che ormai siamo in un sistema contributivo, andare in pensione prima comporta il ricevere un assegno di importo più basso rispetto a quello che si incasserebbe restando invece ancora qualche anno a lavoro. Non si tratta, ha giustamente fatto notare, di una penalizzazione, ma di un qualcosa di cui certamente avere contezza.

RIFORMA PENSIONI NELLA MANOVRA

Cominciano a emergere dei dettagli in più sul contenuto nella Legge di bilancio per quel che riguarda la riforma delle pensioni. Nel Documento programmatico di bilancio 2019 trasmesso a Bruxelles si legge che per “favorire il ricambio generazionale nel mercato del lavoro”, “la soglia minima per il pensionamento anticipato è di 62 anni di età e 38 anni di contributi, a cui si potrà accedere durante quattro ‘finestre’ l’anno”. Viene quindi confermata la volontà di reintrodurre il sistema delle finestre abolito dalla Legge Fornero. Nello stesso documento si parla anche di “Misure per le lavoratrici donne, la cui carriera è caratterizzata da discontinuità”. Il riferimento è a quanto viene meglio specificato dal comunicato stampa del Governo: “Per le donne si proroga ‘Opzione Donna’, che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione”. Dunque non è stato cambiato il requisito contributivo rispetto al passato, ma è stato alzato quello anagrafico, visto che originariamente Opzione donna richiedeva 57 anni di età (58 per le lavoratrici autonome), e l’adeguamento all’aspettativa di vita aveva poi portato a un incremento di tre mesi dei suddetti requisiti.

Orietta Armiliato, dal Comitato Opzione donna social, continua a chiedere di far sì che la proroga sia estesa a tutto il 2019, “in modo che le donne nate oltre la data del 31 maggio 1960 possano accedere e non debbano subire un ulteriore pesante e ingiusto sopruso”. Nulla purtroppo è previsto per gli esodati. Il Comitato esodati licenziati e cessati ha organizzato per domani mattina un presidio davanti a Montecitorio per continuare a chiedere la nona salvaguardia con un decreto urgente.


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Pensioni, quanti soldi perderà chi deciderà per la “quota 100”

Pronta la mazzata: il taglio dell’assegno arriverà fino a un quinto.
I più puniti i nati tra il 1953 e il 1957: ecco perché

19.10.2018

Che ci sarebbero state delle “penalità” era chiaro. Ma non fino a questo punto. Per coloro che decideranno di usufruire dell’ormai famosa “quota 100” e anticipare la pensione sarà pronta la mazzata: perderanno fino a un quinto dell’assegno.

Questo perché lasciando il lavoro prima e versando meno contributi perderanno la rivalutazione al Pil. Insomma, vai in pensione prima? Ti intaschi meno soldi, precisamente da un minimo del 2% per chi ha 42 anni di contributi a un massimo del 20%. I nati tra il 1953 e il 1957 (nel 2019 avranno tra 62 e 66 anni) dovranno dunque pensarci bene. Sono loro infatti quelli che risentiranno maggiormente di una eventuale uscita anticipata.

Ma facciamo qualche esempio. Secondo alcune simulazioni riportate da Repubblica, un lavoratore che andrà in pensione a 62 anni con 38 di contributi, invece di prendere 1778 euro al mese, ne prenderà 1.442.

Intanto, ieri Bperi ha nuovamente lanciato l’allarme: con quota 100, opzione donna, ape sociale e mancato adeguamento alla speranza di vita dei requisiti anagrafici e contribuivi il conto per lo Stato sarebbe “di circa 140 miliardi in più di spesa nei primi dieci anni”.


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Pensioni, perché chi sceglie la quota 100 avrà meno soldi

Cosa succede a chi sceglierà la cosiddetta “quota 100” per anticipare la pensione nel 2019

19.10.2018

Più si anticipa l’uscita meno si intasca, perché chi lascerà il lavoro prima – avendo versato meno contributi – non intascherà la rivalutazione di questi contributi al Pil (godendo però della pensione per più anni). E’ questa, in soldoni, la prima conseguenza tangibile del nuovo “meccanismo” della quota 100, che nelle intenzioni del governo dovrebbe consentire di superare gradualmente l’impianto della Legge Fornero in tema previdenziale.

Pensioni, le novità: quanto perde chi sceglie quota 100?

Dalle bozze della manovra 2019 finora circolate, emergono anche indicazioni sui requisiti necessari per accedere alle diverse misure, e quindi è possibile fare delle prime proiezioni su quanti e quali cittadini saranno coinvolti. L’adesione alla cosiddetta “quota 100”, la possibilità di andare in pensione quando la somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi versati è pari almeno a 100, potrebbe dunque costare cara. Tali lavoratori potrebbero perdere fino a un quinto dell’assegno, cifra pari a 500 euro per i dipendenti pubblici (secondo le stime del presidente Inps Tito Boeri, in audizione parlamentare: qui per i dettagli sulla notizia). Secondo alcune simulazioni riportate da Repubblica, un lavoratore che andrà in pensione a 62 anni con 38 di contributi, invece di prendere 1778 euro al mese, ne prenderà 1.442. Vai in pensione prima? Intaschi meno soldi, precisamente da un minimo del 2% per chi ha 42 anni di contributi a un massimo del 20%, secondo queste stime. I nati tra il 1953 e il 1957 (nel 2019 avranno tra 62 e 66 anni) dovranno dunque pensarci bene: sono loro, infatti, quelli che risentiranno maggiormente di un’eventuale uscita anticipata dal lavoro.

Ma c’è di più, perché viene introdotto un ulteriore paletto: una volta in possesso dei requisiti (62 anni di età e 38 anni di contributi versati) non sarà possibile accettare questa uscita anticipata in qualsiasi momento, ma soltanto in una delle quattro finestre temporali che il governo aprirà, a partire dal mese di aprile 2019. E infine non si potrà uscire prima dal mercato del lavoro se – pur avendo i 62 anni anagrafici – mancherà il requisito dei 38 anni di contributi. Per questo motivo la quota per molti salirà a 101, a 102 e così via. A trarre vantaggio saranno quindi solo coloro che hanno già o stanno per avere entrambi i due valori e che con la Legge Fornero avrebbero dovuto lavorare altri 5 anni.


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Manovra, ecco quanti potranno avere

quota 100 e pensione di cittadinanza

Lʼuscita anticipata dal mercato del lavoro potrebbe costare fino a un quinto della pensione

18.10.2018

La manovra 2019 include tante novità per il sistema previdenziale, dalla promessa quota 100 all’introduzione della cosiddetta “pensione di cittadinanza”, passando per il taglio delle famigerate pensioni d’oro. Dalle bozze del documento finora circolate, emergono anche indicazioni sui requisiti necessari per accedere alle diverse misure, e quindi è possibile fare delle prime proiezioni su quanti e quali cittadini saranno coinvolti.

Vuoi la quota 100? Perdi un quinto della pensione – Potrebbe costare molto cara l’adesione alla cosiddetta “quota 100”, la possibilità di andare in pensione quando la somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi versati è pari almeno a 100. Tali lavoratori potrebbero perdere fino a un quinto dell’assegno (stime di “Repubblica”), cifra pari a 500 euro per i dipendenti pubblici (secondo le stime del presidente Inps Tito Boeri, in audizione parlamentare). E poi viene introdotto un ulteriore paletto: una volta in possesso dei requisiti (62 anni di età e 38 anni di contributi versati) non sarà possibile accettare questa uscita anticipata in qualsiasi momento, ma soltanto in una delle quattro finestre temporali che il governo aprirà. E infine non si potrà uscire prima dal mercato del lavoro se – pur avendo i 62 anni anagrafici – mancherà il requisito dei 38 anni di contributi. Per questo motivo la quota per molti salirà a 101. A trarre vantaggio saranno quindi solo coloro che hanno già o stanno per avere entrambi i due valori e che con la Legge Fornero avrebbero dovuto lavorare altri 5 anni.​

Pensione di cittadinanza per pochissimi – Potrebbe essere assai esigua la platea dei cittadini che potranno avere la pensione di cittadinanza. Le minime inferiori ai 750 euro al mese sono circa 4 milioni e mezzo, ma – secondo i calcoli fatti dal “Messaggero” – l’incremento a 780 euro promesso dal Movimento Cinque Stelle sarebbero solo 700mila, concentrati in 550mila nuclei familiari, per un costo a carico dello Stato di 2 miliardi di euro. Danneggiati soprattutto i possessori di immobili. Saranno infatti imposti requisiti stringenti: solo se il reddito familiare sarà sotto i 9.360 euro annuali, e non si avranno immobili di valore superiore a 30mila euro oltre la casa di abitazione, si avrà diritto al sussidio. In secondo luogo dall’assegno dovrà essere scomputato un affitto simbolico nel caso in cui l’anziano abbia una casa di proprietà. Sarebbero quindi scontati 280 euro, e l’integrazione sarebbe di massimo 500 euro, cifra di fatto inferiore all’assegno minimo attuale di 507 euro.​

Taglio alle pensioni d’oro a rischio incostituzionalità –  La riduzione delle pensioni d’oro è stata annunciata e decisa dal governo giallo-verde, ma su come attuarlo Lega e Movimento 5 stelle devono ancora decidere. Anche perché il Quirinale avrebbe paventato il rischio di incostituzionalità di un intervento di questo tipo. Per scongiurarlo, secondo i tecnici, sarebbe preferibile attuare soluzioni graduali, prevedendo degli scaglioni crescenti, e utilizzare il contributo di solidarietà temporaneo, per tre anni, come già fatto in passato da Enrico Letta. Il confronto è aperto, il taglio sarà inserito in manovra, ma per metterlo a punto “c’è tempo”, riflette un parlamentare leghista, fino all’approvazione. Fonti M5s spiegano che per ora la linea non cambia, rispetto a quanto deciso con il disegno di legge già depositato in commissione Lavoro e che il governo ha deciso di varare invece come norma nella legge di bilancio. Anche da parte della Lega non c’è una soluzione precostituita. “Per noi – spiega all’Ansa un esponente di governo del Carroccio – resta il principio del taglio delle pensioni d’oro, tutelando però chi riscuote in base ai contributi pagati. Su come farlo ne discuteremo, cercando lo strumento migliore per evitare problemi di costituzionalità”.


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Quota 100 a 62 anni o pensione anticipata con la riforma Fornero?

Pensione Quota 100 o anticipata: Buongiorno, Si parla, niente da mesi è sicuro, della quota 100 per poter accedere alla pensione, ma non ho capito se potrò andare in pensione con la riforma Fornero. Compirò 62 anni il 27/12/2019 e contemporanea 42 anni di contributi. Con la riforma Fornero la data di pensionamento sarà 1 aprile 2020 che dovrebbe coincidere con l’uscita con quota 100. Nel mio caso l’assegno pensionistico dovrebbe essere più alto con la riforma Fornero. Ecco il perché della domanda. Cordiali saluti e grazie se mi invierete delucidazioni in merito.

RISPOSTA
Con l’ingresso della pensione Quota 100, non cambia nulla, poichè la quota 100 non abolisce la pensione anticipata, consiste in un’integrazioni alle misure già esistenti.

Aderire alla quota 100 per i lavoratori dovrà essere una scelta e non un obbligo poichè dopo il 2019 resterà in vigore anche la pensione anticipata secondo le regole vigenti e quindi con 42 anni e 3 mesi di contributi per le donne e con 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini. Il Governo, aveva promesso di bloccare l’aumento dell’età pensonabile  legato all’adeguamento alla speranza di vita Istat di 5 mesi. In questo caso i requisti d’accesso, rimarranno quelle del 2018, i 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

I requisiti che dovranno possedere i lavoratori per aderire alla Quota 100 sono 62 anni di età e 38 anni di contributi. Il costo della misura di articola in 7 miliardi di euro, la domanda si potrà presentare da febbraio 2019 per percepire la pensione ad aprile 2019.

Se non viene  bloccato l’aumento dell’età pensionabile per la pensione anticipata, lei dovrà attendere di completare il requisito contributivo che nel 2019 sarà di 43 e 3 mesi. Mentre potrà accedere alla pensione Quota 100 senza penalizzazioni, perchè sarà calcolata come una normale pensione, e precisamente:

  • calcolo retributivo dal 31 dicembre 2011, poi con il calcolo contributivo, per coloro che possiedono oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi con contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi alla data del 31 dicembre 1995.
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  • Pubblicato 31/10/2018
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