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MATURITÀ 2019, COSÌ CAMBIA L’ORALE. TUTTE LE INFO

ESAME DI STATO

di Andrea Carlino,  La Tecnica della scuola, 18.01.2019

Il Miur ha reso noto le materie oggetto della seconda prova della maturità 2019 (clicca qui per tutti i dettagli). Novità previste anche per il colloquio.

La prima grande novità sarà il ridimensionamento dell’Alternanza scuola-lavoro, che sarà solo un breve racconto.

L’orale resta multidisciplinare, ma in mancanza della tesina le commissioni prepareranno un elenco di spunti sulla base del documento che sarà consegnato il 15 maggio dal Consiglio di classe.

Il giorno della prova orale il candidato sorteggerà i materiali sulla base dei quali verrà condotto il colloquio.

Le modalità di sorteggio saranno previste in modo da evitare la riproposizione degli stessi materiali a diversi candidati.

La commissione partirà proponendo agli studenti di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi che saranno, appunto, lo spunto per sviluppare il colloquio.

Nel dettaglio “la commissione cura l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline, evitando però una rigida distinzione tra le stesse. Affinché tale coinvolgimento sia quanto più possibile ampio, i commissari interni ed esterni conducono l’esame in tutte le discipline per le quali hanno titolo secondo la normativa vigente, anche relativamente alla discussione degli elaborati relativi alle prove scritte”.

I materiali di partenza saranno predisposti dalle stesse commissioni, nei giorni che precedono l’orale, “tenendo conto del percorso didattico effettivamente svolto dagli studenti descritto nel documento che i Consigli di classe consegneranno come ogni anno in vista degli Esami”.

Una parte del colloquio riguarderà le attività realizzate nell’ambito di “Cittadinanza e costituzione”.

Per quanto concerne “le conoscenze e le competenze della disciplina non linguistica (DNL) veicolata in lingua straniera attraverso la metodologia CLIL, il colloquio può accertarle in lingua straniera qualora il docente della disciplina coinvolta faccia parte della commissione di esame in qualità di membro interno”.

Nel decreto con le materie pubblicato oggi sono individuate anche le discipline che saranno affidate a commissari esterni.

La valutazione

Il punteggio finale sarà in centesimi. Si parte dal credito scolastico (fino a 40 punti). Alla commissione spettano poi fino a 60 punti: massimo 20 per ciascuna delle due prove scritte e 20 per il colloquio.

Il punteggio minimo per superare l’esame resta fissato in 60 punti.

La Commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti.

Le novità

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  • Pubblicato 19/01/2019
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