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PETIZIONE STIPENDI PIÙ ALTI E SCATTO 2013, SIAMO GIÀ A 16.620 FIRME

Comunicazioni

da Gildains.it, 25.01.2018

Rino Di Meglio: “Il numero già così elevato di adesioni è chiaro segno del disagio degli insegnanti e della loro voglia di riscatto”.

Oltre 8500 firme raccolte online in una settimana sulla piattaforma change.org . Naviga a vele spiegate nel mare del web la petizione promossa dalla Gilda degli Insegnanti, e indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per chiedere lo “scongelamento” dello scatto di anzianità del 2013 e l’aumento degli stipendi dei docenti, obiettivo che il sindacato guidato da Rino Di Meglio intende centrare utilizzando anche le risorse destinate dalla famigerata legge 107/2015 al finanziamento del bonus merito.

“Il numero elevato di adesioni registrato in appena 7 giorni dal lancio dell’iniziativa – dichiara Di Meglio – è una spia inequivocabile del disagio e del malcontento che serpeggia tra gli insegnanti e della loro voglia di riscatto”.

Come evidenziano i più recenti dati Ocse ed Eurydice, le retribuzioni degli insegnanti italiani sono tra le più basse in Europa: gli stipendi dei docenti in Germania sono praticamente il doppio rispetto a quelli italiani, per tutti i gradi di scuole e per tutte le anzianità, e molto al di sopra della media europea; anche in Spagna le retribuzioni, soprattutto quelle iniziali, si collocano al di sopra della media europea. La Francia ricalca l’andamento europeo, ma con le retribuzioni intermedie più basse, mentre l’Italia si mantiene allineata al livello europeo fino all’anzianità di servizio di 15 anni ma segna un netto calo a fine carriera.

“La significativa riduzione del potere di acquisto degli stipendi – afferma Di Meglio – ha provocato negli ultimi anni una sostanziale diminuzione di prestigio sociale dei docenti. Le buste paga sempre più leggere hanno portato gli insegnanti a diventare fanalino di coda non soltanto nell’impietoso confronto con i colleghi degli altri Paesi europei, ma anche con tutti gli altri dipendenti pubblici italiani”

“Per cambiare questa situazione indecorosa, – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – occorre investire maggiori risorse nel rinnovo del contratto e recuperare la progressione di carriera scippata nel 2013. Perciò esortiamo tutti gli insegnanti e tutti gli italiani che hanno a cuore la qualità dell’istruzione a firmare la petizione online e attraverso i moduli messi a disposizione dalle nostre Rsu e dai nostri Tas in in tutte le scuole d’Italia”.

 

Roma, 25 gennaio 2019
Ufficio stampa Gilda Insegnanti

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  • Pubblicato 31/01/2019
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